“Nella concezione induista dell’esistenza non vi è separazione tra le attività sacre e quelle profane. La totalità della vita umana è una partecipazione alla sinfonia cosmica. (…) Ogni nostro atto, tutti i nostri gesti, hanno conseguenze. Devono percò essere regolati per conformarsi al disegno armonioso dell’universo. (…) Tutte le nostre azioni sono forme di culto e devono quindi essere compiute con compostezza, ordine e precisione. (…) In sanscrito non esiste un termine distinto per designare un’azione fisica e un’azione rituale. Ogni azione è una forma di rito”. A. Danielou, Miti e dei dell’India, 1992